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ITALY Mariù De Sica Il cromosoma dell’arte e stile per una stilista emergente Americanino Il ritorno di un mito Rossella Moltino E’ nata una stella? Fashion-Week di New York Reportage Backstage October 2013 Fashion
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Stylus Fashion

Mar 12, 2016

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Fashion Stylus

Stylus Fashion is a digital magazine that showcases the driving forces behind global creative culture, and explores provocative new ways to interpret the beauty around us. Stylus Fashion è una rivista digitale che mette in mostra le forze trainanti della cultura creativa globale ed esplora nuovi modi provocatori di interpretare la bellezza intorno a noi.
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ITALY

Mariù De SicaIl cromosoma dell’arte e stile per

una stilista emergente

Americanino Il ritorno di un mito

Rossella MoltinoE’ nata una stella?

Fashion-Week di New YorkReportage Backstage

October 2013

Fashion

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Editorial Board Chairman:Davide Lombardo

General Manager:Betsy Stevens

Director:Anne Renaud

Research Editor:Jason Parker

Assistant Director and Projects:Andrea Missoni

Editors:Kathy Wilson

Columnist:Oliver Andrews

Contributors:Michell West, Hanzel Morgan, Britanie Tisdale, Steffany Wayman, William Parker, Frank Bloom, Peter Matews, Stuart Rose, Dylan Drake, Alice Jane.

Advertising SalesI Global Commerce S.a.Benderer Strasse,33 9494 Shaan Liechtenstein.

England, France, Italy, Germany, United States.

©FASHION STYLUS . by I Global Commerce S.a.,C.N.: 68048112013 All Rigths Reserved Stylus adheres to the Code of Practice of The Press Complaints Commission

Page 3: Stylus Fashion

EditorialeOggi nasce :

“Fashion STYLUS”

Il magazine sarà in carta stampata e pronto per la distribuzione gratuita, per il 15 Dicembre 2013 in versione natalizia, un regalo per i nostri lettori.

Una scommessa, una follia in un mercato già affollato come que-llo del giornalismo fashion, soprattutto online. Un progetto nato dalla volontà di mettersi in gioco. Un gruppo di giornalisti, amici e appassionati di moda internazionale con ovviamente, l’apporto di grandi professionisti della moda.

“Fashion STYLUS”, nasce come tutte le start up tra lo scetticismo generale e le critiche, tra mille difficoltà, dalla nostra inseparabile ed insuperabile casa editrice Street29 Ltd..

L’idea è partita, dal vedere ogni giorno mail di incoraggiamento e di complimenti, suggerimenti e sfoghi, che dopo 2 anni possiamo dire ormai di essere una realtà affermata, in buona posizione nel settore della moda. Due grandi Brand internazionali ci accom-pagnano, in questo fantastico progetto.

Il magazine è improntato su nessun target di lettori, e il nostro progetto di magazine, sarà quello di dare spazio alle nuove leve della moda, il nostro motto è “Investire sui nuovi talenti”, visto anche il debug di idee, dei cosidetti grandi fashion designer, nelle ultime sfilate.

Siamo pronti quindi per dare un punto di riferimento ai lettori che quotidianamente consultano il nostro sito; 5 milioni di pagine viste., 360.000 visitatori in un solo anno, prendiamo così, questa occasione, per ringraziare tutti voi della fiducia che ci accordate, regalandovi un magazine speciale mensile “Fashion STYLUS”.

“Fashion STAYLUS”, sarà disponibile, prima sul sito e poi spedito via email a tutti gli iscritti dei vari network a noi legati.

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Content

Talent Fashion Designer 08

Brand to Watch 10

4 Content

6 News of World

8 Talent Fashion Designe

10 Brand to Watch

12 Brand end Companies

18 Art end Fashion

20 Beauty

22 Fashion Shop

24 Talent Model

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Brand end Companies 12

Talent Model 24

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News of World

Philip Watch alle origini dell’eccellenzaPresentato nel weekend del 5 e 6 ottobre a Napoli il Museo Philip Watch-Le Origini dell’Eccellenza: un progetto itinerante che ripercorre attraverso una serie di modelli iconici la storia del marchio dell’orologeria, fondato nel 1858 nel capoluogo campano e acquisito nel 2006 dal Gruppo Morellato.

Il Museo era un’idea che Massimo Carraro, amministratore delegato di Morellato, accarezzava da tempo e che ora è diventata realtà. È stata la Sala Sirena di Castel dell’Ovo a ospitare un evento aperto a stampa e pubblico: non un’esposizione secondo i canoni classici, ma un iter alla scoperta di curiosità, meraviglie e anche aneddoti legati ai modelli più preziosi di Philip Watch, in compagnia di esperti maestri orologiai.

Accanto a Carraro Matteo Marzotto, vice presidente della Fondazione per la Ricerca sulla Fibrosi Cistica (FFC Onlus), che il brand sostiene dal 2010: una partnership forte, destinata a ulteriori sviluppi e appuntamenti, anche in occasione della campagna nazionale della ricerca su questa malattia, tuttora incurabile.

Dal 14 al 19 ottobre, infatti, Matteo Marzotto - che è anche testimonial di Philip Watch, immortalato da Giovanni Gastel - parteciperà al secondo Bike Tour FFC (oltre un migliaio di chilometri in sei tappe, da Palermo a Roma), portando al polso una versione personalizzata dell’orologio Philip Watch Caribbean 1000. Pochi giorni prima, giovedì 10, si terrà a Milano un charity cocktail presso Illulian, in via Manzoni

Philip Watch alle origini dell'eccellenza

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41, dove verrà battuto all’asta un Philip Watch Seahorse. In cantiere c’è poi il finanziamento di due progetti scientifici e dell’attività di laboratorio del Servizio Nazionale sulle Colture.

Intanto il Museo Philip Watch-Le Origini dell’Eccellenza - che prima di Napoli era già approdato in città come Milano, Dubai e Abu Dhabi - è pronto a ripartire per nuove destinazioni, tra le quali presto potrebbe esserci anche la Cina (nella foto, da sinistra, Matteo Marzotto e Massimo Carraro a Castel dell’Ovo).

Altre newsDue società di Taiwan che lavorano nell’assemblaggio dei prodotti per l’americana Apple hanno ricevuto un nuovo ordine per la produzione del tanto atteso “iWatch”, un orologio “intelligente” con funzioni simili a quelle degli smartphones.“Apple dovrebbe presentare l’iWatch nel 2014. Secondo le nostre fonti, Inventec è la linea d’assemblaggio principale per l’iWatch, con il 60% degli ordini” spiega Wanli Wang, di CIMB Securities.I primi bilanci parlano di 63,4 milioni di iWatch da vendere nei dodici mesi successivi al lancio, al prezzo medio di 199 dollari, ovvero 150 euro.Secondo il quotidiano di Taïwan Apple Daily, che cita fonti anonime, l’altra società che assicurerà la produzione di questo nuovo giocattolo tecnologico è la Quanta Computer, con il 40% degli ordini. Entrambe le società si sono rifiutate di confermare queste notizie

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Nuovi Talenti Fashion Designer

8 fashion stylus

La monocromia delle tinte, impreziosita da inserti in pelle ton sur ton e interrotta solamente da cinture color ebano alla vita, unica citazione di nero, è la caratteristica clou della prima collezione firmata Mariù De Sica, nipote del grande Vittorio, pre-sentata in passerella durante la settimana della moda di Milano da poco conclusa. Al terzo piano della Maison Mariù De Sica è stata presentata la collezione A/I 2013/14.

La prima vera collezione del marchio, dopo il riuscito esperimento di una cap-sule collection per la stagione primaveri-le ed estiva.

“Come la natura e’ il nostro equilibrio e la nostra ispirazione, cosi’ il bianco e’ liber-ta’ di movimenti, e’ tranquillita’ e rigore delle forme. Il colore e’ la nostra spen-sieratezza”. Cosi’ la stilista Mariu’ De Sica racconta il mood della nuova collezio-ne presentata a Milano Moda Donna. Il bianco e le sue sfumature caratterizzano l’intera collezione insieme ai toni di co-lore come rosa, turchese, nero e verde muschio.Tra i tessuti prescelti la seta e il cotone. I tagli dei capi sono puliti, ampi e

armoniosi e si adattano al corpo: gli abiti sono ariosi abiti e le gonne a palloncino; polo e bluse leggere in seta, cotone e piz-zo, sono caratterizzate da trasparenze e tagli asimmetrici.

Riproposti pantaloni capri, abiti lunghi, che avvolgono il corpo in morbidi cotoni stretch, e capi spalla come bomber estivi e smocking jacket. Su quasi tutta la linea dal leggero sapore anni ‘90 compare una fantasia muschiata all over, che avvolge gli abiti donando un effetto leggermente optical.

Dalle fattezze garbate è la donna di Ma-riù De Sica , Caratterizzato da capi dai tagli lineari e un’alta qualità dei tessuti e dei pellami, tutti provenienti dal Lanificio f.lli Cerruti dal 1881.

Soffici lane, cachemire pregiati, pelli ve-llutate, così come tessuti e jersey tec-nici sono i materiali utilizzati per creare una serie poliedrica e completa del nuo-vo guardaroba. L’applicazione di maxi zip, che evoca un’idea di rigore, spezza l’equilibrio cromatico e strutturale delle

morbide linee e la naturalezza delle in-serzioni in pelle. Non mancano mini e maxi shopper bag, in aggiunta a cinture in pelle.

Mariù De Sica

Il cromosoma dell’arte e stile per una stilista emergente

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fashion stylus 9

Maria Rosa De Sica, più semplicemente Mariù, nasce a Roma il 24 giugno 1987. La sua è una vocazione genetica all’arte, è figlia dell’eclettico attore e showman Christian De Sica e nipote del grande regista Vittorio, quattro volte premio Oscar. Infatti, dopo essersi diplomata al liceo artistico, decide di frequentare un corso in scenografia e costume cinema-tografico presso l’Istituto Europeo del Design di Roma.

È grazie ad un successivo master Mariù si specializza in Fashion Styling e Editing. Il saggio finale per il termine del corso è un editoriale di moda con il fotografo, Giorgio Horn, con il quale attualmente continua a collaborare. Successivamen-te lavora presso la Salvatore Ferraga-mo dove collabora come disegnatrice all’interno dell’ufficio stile abbigliamento donna. Terminata questa esperienza la

designer decide di seguire un’intuizione nata mesi prima: realizzare una sua linea di moda. Decide così di aprire nel 2011 assieme al compagno, Federico Pellegri-ni, il marchio Mariù De Sica.

Federico Pellegrini nasce a Roma il 24 Maggio 1985. Dopo la maturità classica si laurea in marketing e successivamen-te decide di ampliare il proprio know-how specializzandosi in Economia e Manage-ment. Coltivando da sempre il sogno di voler fare impresa in maniera autonoma decide, insieme a Mariù De Sica, di tenta-re la strada del fashion in prima persona. Nell’elegante atelier di Trastevere e nella Maison di Milano Mariù si occupa della parte creativa, mentre a Federico Pelle-grini è affidata la gestione economica, il business- commercial development, e lo sviluppo marketing del brand.

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Brand to watch

10 stylus magazine

STREET29

COLLEZIONE

Sportware 3/2013

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11 anni di storia “I PRIMI PASSI dell’idea Street29”

Nel gennaio 2002, dall’incontro di Helene Zarkovskaja con i fratelli Marco Orsi-ni e Andrea Orsini, nasce FashionStreet quale attività di brokerage. I servizi offerti erano:Procacciamento di nuovi clienti esteri per aziende italiane della moda Buying offi-ce per clienti-retailer di moda, provenienti dalla Russia e dai paesi del Centro America.Nel 2004 nasce il gruppo ATAF Street Inc. dove il gruppo si stabilisce in Florida, qui ha l’opportunità di sviluppare le sue Attività nel fashion-system, promuovendo l’export di prodotti made in Italy sui principali mercati esteri. Il core business dell’azienda era la distribuzione e l’esportazione di prodotti di moda sul mercato dell’ex unione sovietica, passando dal centro America. L’Ataf Street Inc., vanta la conoscenza del settore moda e l’esperienza sia nella gestione della distribuzione dei brand su mercati esteri, che nella ricerca, coordinamento e gestione dei buyer esteri in Italia nonché di, un’ampia e capi-llare conoscenza del mercato e del territorio della Russia e dei paesi Centro America nel settore moda. L’Ataf Street, vanta numerose collaborazioni con aziende leader della moda italiana. In forma consulenziale, ha gestito lo sviluppo di aree distributive sul mercato dell’ex unione sovietica per diverse strutture operanti nel settore moda. Nel 2007 nas-ce, la Sede di Milano dell’Ataf street Inc., quale ramo distributivo. Le principali attività sono la promozione, lo sviluppo commerciale, e la posizione, strategica dei brand italiani, all’interno di qualificanti punti vendita sul mercato russo e paesi del Centro America.In collaborazione con le aziende, coordina progetti di sviluppo ad hoc, dedicati al proprio mercato di riferimento.Le azioni di promozione e di vendita sono particolarmente attive, frequenti le partecipazioni a missioni e fiere sul territorio russo. La sede di Milano gestis-ce lo sviluppo della distribuzione in esclusiva sul mercato russo per diversi brand-name, del made in Italy. Nel 2013, dopo aver incontrato la modella Sara Marconcini, insieme a Lei, nasce il progetto di collezione a marchio proprio Street29 fondando la società ingle-se, Street29 Ltd., ampliando e verticalizzando le proprie competenze nella moda, curando e coordinando le fasi di ricerca, ideazione stilistica, prototipazione, produzione, promo-zione, commercializzazione. La collezione è ideata stilisticamente da un team di giovani talentuosi stilisti italiani. L’idea partita ad aprile 2013, è quella che ogni anno la Street29, promuoverà un concorso per i fashion designer emergenti, dove i vincitori avranno la possibilità, di produrre le loro creature e venderle con la propria firma nei retail della Ataf Street Inc., il tutto sponsorizzati dal brand Street29. Il primo Concorso è stato un successo, più di 20 nuove stelle designer emergenti, e la serata conclusiva di Milano, in agosto, ha visto sfilare con la cornice magnifica del castello Sforzesco, più di 80 modelle e modelli arrivati da tutto il mondo per questo evento.

Per il futuro, la collezione che è stata scelta, offrirà forte concettualità, stile giovane e ricercato, ottimo rapporto prodotto prezzo-qualità. La politica commerciale studiata per lo sviluppo del marchio si è rivelata vincente, consentendo di inserirsi in una posizione di medio alto livello presso, qualificate boutique e department store all’estero.

La redazione.

STREET29

Banner advertising

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AZIENDE E BRAND

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Il mito ritorna

Americanino e la rinascita del dream Italiano

Gli americani non possono farne a meno, gli europei quando li indossano si sentono parte dell’american dream, mentre i giap-ponesi hanno ormai sviluppato tecnologie e lavorazioni speciali. E i cinesi sembrano esserne decisamente affascinati. Senza di-menticare gli stilisti, innamorati di ques-to tessuto/capo iconico, nato oramai 140 anni fa visto che la storia vuole che il pri-mo paio di jeans sia stato creato nel 1873.

Insomma, la denim passion cambia, evol-ve e si reinventa. Non bastano le crisi glo-bali, le recessioni o i trend di nicchia per azzerare il bisogno di jeans dei consuma-tori. Il mercato globale del jeanswear sem-

bra passare indenne attraverso i venti della crisi globale.

Trasformando il cinquetasche classico in una sorta di genere di prima necessità, in tutto questo rientra un brand, amato negli anni 80/90, è L’Americanino, brand leggendario che spopolava tra i teenager del tempo, nato da un’idea di Tato Bardelle ideatore del jeans di lusso come il marchio Jacob Cohen, il quale posizionò un pezzo d’abbigliamento nelle boutique di alto live-llo e non più solo nelle jeanserie.

L’Americanino dopo varie crisi di mercato e aziendali, riapre e prepara le collezioni

per il 2014, puntando su una nuova cam-pagna pubblicitaria che darà risalto al Denim di alta qualità, tutto, sotto la gui-da di un importante Multinazionale che ha acquisito il marchio, messo all’asta per i debiti incorsi alla precedente proprietà dello stesso.

L’americanino oggi, ha acquisito una fetta importante del mercato del centro Ameri-ca, con alte vendite in paesi, come la Co-lombia, dove la campagna pubblicitaria di marzo 2013, è stata un sucesso. Il marchio produce prevalentemente pantaloni, ma anche una linea di abbigliamento. Per il momento le percentuali sono suddivi-

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stylus magazine 13

se tra un 65% uomo e il resto donna, ma l’obiettivo è quello di pareggiare i due segmenti. Tra i mercati che oggi attirano l’attenzione ci sono gli Stati Uniti. Ne-gli Usa le vendite complessive di aziende produttori del jeanswear (uomo, donna e bambino) nel periodo aprile 2012-marzo 2013 sono aumentate del 3% rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso per un valore che passa da 15,852 miliardi di do-llari (circa 12,2 miliardi di euro) a 16,187 miliardi di dollari (circa 12,6 miliardi di euro). L’Americanino punta ad ottenere, anche in questo mercato, una nicchia con l’aiuto dei retail della nuova proprietà.

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stylus magazine 15

Megan Fox photoshoppatissima per Giorgio ArmaniSe poche tempo fa l’abbiamo potuta ammirare al ‘naturale’, senza botox, Megan Fox torna ad incrociare la strada del pho-toshop selvaggio per ‘colpa’ dell’ultima campagna firmata Giorgio Armani. Perché la Megan di questi ultimi scatti lascia basiti. Innaturale, levigata, quasi plastificata, l’ex stella dei Transformers sembra più un cyborg che una modella, tanto da farci chiedere… ma è mai possibile che non si riesca a dare un freno a questo tipo di photoshop, talmente eccessivo da risultare ridicolo?

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Arte e Moda

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Arte e Moda si compenetrano..dalla crea-zione di vere e proprie opere d’arte vestibi-li, o meglio vivibili per un spazio di tempo determinato.Tutto nel mondo è colore e travestimento. L’uomo, obbedendo al pro-prio istinto naturale e prendendo spunto da ciò che lo circonda, ha elaborato sin dai primordi la propria immagine allo scopo di dare messaggi di sé al mondo usando la comunicazione non verbale. “Era” ciò che indossava e decorava i capi d’abbigliamento col preciso scopo di valo-rizzare il proprio corpo, la propria imma-gine e comunicare il proprio status sociale. Le decorazioni tessili ottenute direttamen-te a telaio o per pittura o per stampa va-riavano a seconda delle caste, dei compiti e dei ruoli dell’individuo nell’ambito della comunità. Il taglio di un capo di abbiglia-mento piuttosto che

l’uso di un determinato accessorio indica-vano, di un individuo, la provenienza, lo

stile di vita, le condizioni economiche ed il pensiero politico. A tutt’oggi, molto della storia si conosce grazie al ritrovamento e la datazione di reperti tessili. Consideria-mo l’uso del colore ed il suo valore sim-bolico: il bianco della sposa per i cattolici, il viola ed il nero per il lutto, il rosso ed il bianco per le alte cariche della Chiesa, il giallo dorato ed il rosso per i casati reali, il blu per i tuareg, il nero per i beduini.

Allo stesso modo, durante i secoli l’Arte, dal graffito su pietra all’opera multimedia-le, attraverso l’immagine ed il colore ci ha raccontato l’evoluzione del pensiero politi-co, la cronaca dei tempi o lo stato d’animo personale dell’artista, la filosofia ed il cre-do religioso. Ha immortalato i potenti, compianto i derelitti, ha evocato ricordi e spronato alle rivoluzioni.

Ma cosa davvero accomuna l’Arte e la Moda? La Comunicazione, della quale

sono entrambe linguaggi e sostegni a live-llo individuale, sociale e universale.

Comunicare, quindi, è il bisogno primario che funge da volano ad entrambi i mon-di oggi mostra senza una regola precisa e senza presunzione: pronta al dialogo e al confronto, offre uno stimolo culturale all’intelletto di chi la osserva.

La Moda, dal canto suo, si eleva a livello dell’Arte, acquisendone il carattere di uni-versalità ed immortalità. La “RICONVER-SIONE”, modalità grazie alla quale Arte e Moda ritrovano la loro autonomia, per-mette all’Opera di tornare alla sua accezio-ne originaria, salvaguardandola dall’usura che sarebbe tipica del prodotto indossabile e la rende nuovamente immortale. L’Opera riconvertita è nuova, arricchita dalla per-formance di un vissuto reale, carica della rinnovata energia di colui o colei che l’ha acquistata ed indossata.

L’ Arte e la Moda

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..sentenziava Oscar Wilde, genio estetico senza pari, riferendosi alle opere d’arte e al loro splendore senza tempo. Lo stesso splendore, eterno, che oggi sembrano aver raggiunto i prodotti di quella che è a tutti gli effetti un’arte minore: la moda.

Da sempre condizionati dal rapido sco-rrere del tempo, gli stilisti hanno, infatti, dovuto lottare a lungo contro la natura effimera delle loro creazioni, con l’intento di affermarne anche il valore artistico, ol-tre che quello commerciale.Un obiettivo senza dubbio difficile da realizzare, ma che oggi sembrano aver raggiunto Grazie a ...

COCO SHANEL

Era acuta, chic, e con i nervi a fior di pelle. I vestiti che creò cambiarono il modo in cui le donne venivano guardate e il modo in cui esse guardavano a se stesse.

Naque il 19 agosto del 1883, nel villaggio francese di Saumur. Nel 1909 aprì il suo primo negozio, una modisteria, a Pari-gi. L’anno successivo si trasferì in Rue Cambon,dove la Maison Chanel è poi rimasta. Nel 1923 uscì Chanel No.5. Nel 1939 fu costretta a chiudere il proprio ate-lier quando la Francia dichiarò guerra alla Germania, mentre nel 1945 venne esiliata in Svizzera a causa di una storia d’amore avuta con un ufficiale nazista. Il 1954 vide il suo grandioso ritorno sulle scene della moda mondiale. Morì il 10 gennaio del 1971 nella città che tanto le aveva dato e sulla quale Coco lasciò il suo segno inde-lebile.

“UNA COSA BELLA E’ UNA GIOIA PER SEMPRE”

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BEAUTY

20 stylus magazine

Non c’è ombrello o capello che tenga se l’umidità raggiunge vette da capogiro e la chioma si ribella.

Nel giro di pochi minuti, appena messo piede fuori di casa, ci ritroviamo con un fungo atomico al posto dei capelli, il tutto dopo aver speso, magari, ore di phon e piastra davanti allo specchio.

A volte però non è solo tutta colpa del cli-ma: dopo l’estate, infatti, i capelli ci chie-dono il conto, diventando secchi, opachi e indeboliti più del solito.

Non è un caso, soprattutto se durante le vacanze li abbiamo sottoposti a sole e salsedine senza ricorrere a oli dotati di filtri uv.

La regola è la stessa che vale per la pelle: più questa è disidratata, più si segna. Più i capelli vengono sottoposti a stress os-sidativo, più diventano secchi e sfibrati.

Se a tutto ciò si aggiungono i colpi di spazzola, i lavaggi aggressivi, lo smog e l’utilizzo troppo frequente di piastre... si rischia benissimo... di perdere la testa!

In questo periodo dell’anno quindi, pun-tate sulle formule nutrienti e sui prodotti frizz control, soprattutto quelli a base di oli vegetali, arricchiti con gli stessi ele-menti che costituiscono il capello, ovvero cheratina e proteine.

Le formule oleose, infatti, non appesan-tiscono più il capello, come una volta.

Se volete un effetto strong, regalatevi un impacco serale, prima di lavare (il matti-no dopo) i capelli.

Oppure, utilizzateli su capello bagna-to, per preparare la piega, o su cape-llo asciutto per proteggere la chioma dall’umidità.

Capelli secchi: formule e creme per nutrire a fondo le chiome più stressate

Effetto frizzcontrol per una testa morbida e lucente

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stylus magazine 21

Fashionweek di new York: il Makeup firmato Revlon per la sfilata di Jonathan Simkhai“Mi sono ispirata ad un look di una tipica donna americana, giovane, sportiva, naturale ma elegante”. Queste la parole di Gucci Westman, makeup artist che ha firmato per Revlon il trucco della sfilata della Primavera/Estate 2014 di Jonathan Simkhai.L’obiettivo quindi è stato quello di assecondare il mood fresco e semplice degli abiti, puntando su un incarnato impalpabile ricreato attraverso il fondotinta Revlon Nearly Naked Foundation ed esaltato dal tocco bronze delRevlon Skinlights Face Illuminator

.

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Consigli Fashion-Shop

PORTAFOGLIO PRADA

A volte ci capita di dover uscire e

non avere nessuna voglia di portarci la borsa, ci piace essere leggere ed

avere il necessario per una passeggiata ma vogliamo essere comunque fashion!

prezzo €380

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stylus magazine 23

ABITO DOLCE&GABBANA,

ABITO SVASATO LANA PIED DE POULE

“UNA GIOIA PER GLI OCCHI”

EUR 945,00

PORTA IPAD VERSACE

Che iPad sia l’oggetto del desiderio non è una novità, diventa automaticamente una parte di noi non appena ne abbiamo uno e vogliamo che sia super chiccoso!

Prezzo € 260

CALDO ABBRACCIO DA MISSONI

un altro accessorio fondamentale per l’inverno se non vogliamo cedere al freddo! Missoni

produce davvero delle sciarpe carine e fashion.

Prezzo EUR 240,00

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Rossella Moltino, 18 anni, di Napoli, bellissima, alta 1,75 cm, magra, capelli e occhi castani, ci ha concesso un’intervista.

Rossella cosa si prova ad essere Modella?

“Fin da piccola mi ha sempre affascinato il mondo della moda , motivo per cui, ho voluto intraprendere questa es-perienza! Forse all’inizio l’ho presa più alla leggera, non as-pettandomi niente per non rimanerci male se poi sarebbe finita non come io volessi! Ma a mano a mano che le tappe andavano avanti, mi sono accorta di quanto ci tenessi e ci tenga a questo lavoro!”

Il tuo sogno nel cassetto?

“Il mio sogno nel cassetto è comune a tante altre ragazze della mia età ed è quello di diventare una modella ma, per esserlo veramente affermata, e di successo, non basta solo l’aspetto fisico che quello ormai è di principale importan-za, ma contano anche altri piccoli aspetti. Come avere una grande personalità, farsi notare per quel qualcosa in più, in altre parole non avere quella bellezza omologata ma far incuriosire chi ti sta attorno”

Poi fa un sorriso radioso e continua: “Tutto quello che bi-sogna fare, in tutti i casi, è avere un sogno… E poi realiz-zarlo”.

Che cosa pensa la tua famiglia di questa tua avventura?

La mia famiglia è stata la prima che mi ha sostenuto in quest’avventura, infatti, fin dal primo lavoro come modella e alcuni concorsi, sono stati loro che mi hanno spronato a dare sempre di più, loro perché mi appoggiano in tutto ciò che faccio, sono sempre vicini e non mi fanno mai manca-re nulla. Mi sento fortunata ad avere una famiglia così, e soprattutto mia sorella, che è più piccola di me, tutti loro sono la mia vita.

Rossella Moltino

A tuo avviso, qual è il più grande pregio e quale il tuo più grande difetto?

Credo di essere davvero una buona amica, perché so ascol-tare e sono sempre disponibile ad aiutare chi me lo chiede. Un difetto? Uno solo? - poi, scoppia in una risata e conti-nua a parlare-: Sono lunatica, e ipersensibile, ma cerco di non far notare i miei difetti, chiudendomi, in me stessa.

Che rapporto hai con lo specchio?

Eh! Lo adoro, ci passo molto tempo....... ma non lo diciamo a nessuno iihihhihi !!!

Cosa ne pensi dell’Anoressia? Sai che di recente è morta una modella in circostanze poco chiare e che aveva proble-mi alimentari. Che cosa ne pensi?

L’anoressia è una malattia molto seria purtroppo colpisce sia il mondo della moda che altri mondi, spesso è frutto di solitudine . Io non potrei stare lontana dal cibo, a me piace mangiare e molto. Ma capisco che per entrare in certe mi-sure certe agenzie della moda costringono a non mangiare, ma facendo cosi non capiscono che la modella perde la sua bellezza e anche il vestito che porta non appare come do-vrebbe apparire, appare rovinato, sgonfio.

Le tue amiche lo sanno che fai la modella? Come ti vedo-no?

Si lo sanno. Alcune hanno invidia non posso negarlo. In-vidia, gelosia, ma io non cambio il mio essere spontaneo e genuino. Sono loro che male interpreta il mio onesto appa-rire.

Grazie Rossella ti auguro di continuare a sognare !!!.

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Rossella Moltino

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Stylus Itinerari di Moda

26 stylus magazine

Normalmente un viaggio a New York, prevede, un itinerario rituale cioè i soliti: Central Park, Rockefeller Center e Times Square ma, oramai la città verticale è stata abbandonata dai turisti o perlomeno da chi visita New York per la seconda volta, esiste una città nella città che è nella parte sud di Manhattan sotto Auston street, è il quartiere di Lower Manhattan.

In pratica è la zona dove si trova Wall Street, e per questo me-glio conosciuta come Financial District, con la famosa statua del toro davanti al palazzo della Borsa (che è su Broad Street) con cui tutti i turisti vogliono farsi fotografare. E’ anche la zona in cui si trovavano le Twin Towers del World Trade Center e dove ora c’è Ground Zero con il 9/11 Memorial che è meta ob-bligata di tutti coloro che visitano New York. Un quartiere in grande fermento, con edifici e grattacieli che spuntano l’uno

dopo l’altro, in attesa del più alto di tutti, la Freedom Tower o One World Trade Center (alto 1776 piedi come l’anno in cui gli Stati Uniti ottennero l’indipendenza, e dove all’interno ci sono, quartieri come Tribeca dove Robert de Niro ogni anno tiene il famoso Trebeca film festival e dove oramai la ricezione al-berghiera di Manhattan è diventata importante con molti al-berghi di tre quattro cinque stelle quindi per tutti i gusti.

Lower Manhattan è soprattutto il quartiere nel quale le chiese coloniali e gli antichi monumenti costruiti dai primi coloni si er-gono all’ombra degli altissimi e modernissimi grattacieli. Molti edifici sono stati inseriti tra i National Historic Landmark, i siti storici. La stessa Wall Street prende il nome da un muro che un tempo si trovava qui. Furono gli olandesi i primi a mettere piede sull’isola (perché Manhattan è un’isola) abitata da tribù

New York, il cuore è a Lower Manhattan

E’ il quartiere di Wall Street, dove si trovavano le Twin Towers, ma è anche il luogo del primo insediamento da cui è nata la Grande Mela

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stylus magazine 27

indiane: la chiamarono New Amsterdam e divenne subito un importante centro commerciale. Nel 1664 arrivarono gli inglesi che la conquistarono e il suo nome cambiò in New York. Tra il 1789 e il 1791 fu anche la Capitale degli Stati Uniti.

In questo quartiere si trova un edificio fondamentale per la sto-ria degli Usa: il Federal Hall National Monument, famoso perché fu il luogo nel quale George Washington giurò per diventare il primo presidente della storia degli Stati Uniti. Un altro monu-mento importante è la Trinity Church, la più celebre cattedrale della città dopo quella di St. Patrick. E’ in questa chiesa che si iniziò a discutere della rivoluzione americana. A due passi da qui, all’inizio della Broadway (una delle strade principali di Manhattan già tracciata dai nativi americani), si trova anche il più antico parco della città: Bowling Green Park. Qui si teneva

il mercato del bestiame e qui si radunavano i ribelli alla corona britannica. Al suo fianco si trovava l’antico forte degli olandesi. Al numero 26 di Broadway si trovava la sede della Standard Oil fondata da Rockefeller, oggi sede di una scuola. Poco lontano ci si imbatte in un edificio enorme con quattro grandi sculture: è la Alexander Hamilton U.S. Custom House, la ex dogana, che ospita il Museo dei nativi americani. Le statue rappresentano i quattro continenti (ai tempi non si conosceva ancora il quinto). Tutte le strade del quartiere con un’insegna marrone sono le-gate ad eventi storici, basta passeggiare tra un isolato e l’altro.Per una tappa ristoratrice, immergendosi al contempo nella storia di New York, l’indirizzo giusto è Fraunces Tavern, tra Pearl Street e Broadway. Una ex dimora di ufficiali britannici trasformata in pub-ristorante-museo (non troppo caro), dove si respira la storia della rivoluzione americana.

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La Fashion-Week è una settimana de-dicata alle nuove collezioni, create per mesi da stilisti e il suo gruppo di lavo-ro. Una settimana in cui non si parla d’altro se non di grandi nomi della moda, di modelle bellissime viste in passere-lla, di trend per quanto riguarda cape-lli e make-up. Ma di tutto quello che è dietro, nessuno, o pochi, dice niente. E allora ve ne parlo io, con quel pizzico di orgoglio di un “Mister Nessuno”, il quale ha avuto il piacere di lavorare in alcuni backstage di Brand Importan-ti. Partiamo dal presupposto che amo il mio lavoro, o meglio, i miei lavori: sono un Fashion Designer emergente, e metto tutta la passione e l’impegno che posso, portando avanti i miei sogni e cercando

FASHION WEEK

di raggiungere i miei obiettivi. Essere nel backstage di una sfilata, mentre l’orologio scorre, regala un’adrenalina unica, una ca-rica che ti catapulta in quel mondo, incu-rante di tutto quello che ti capita intorno. E di cose, intorno, ne succedono davvero tante. Il backstage di una sfilata si anima all’incirca 4/5 ore prima dell’evento, e a mano a mano, che passa il tempo, aumen-tano le persone. Se all’inizio ci sono Hair-Stylist e Make-Up Artist, che preparano accuratamente le postazioni, accompag-nati da vari tecnici quali suono, luci ecc., poi arrivano gli assistenti dello stilista, gli abiti, il catering, il fotografo, il giornalista, il beauty e fashion blogger e udite, udite, le modelle. Sì perché nella settimana de-lla moda le modelle corrono da uno show all’altro nei loro OUTFIT super griffa-ti, con capelli all’ultima moda e il trucco perfetto. E, a volte, arrivano nel backstage, trenta minuti dall’inizio della sfilata, com-pletamente truccate e pettinate. Modelle che si spostano alla velocità della luce tra la postazione di parrucchieri e quelle dei Make-up Artist, cercando di azzuffare qualcosa dal buffet, guardandosi allo spec-chio, assicurandosi che tutto sia perfetto. Gli assistenti dello stilista se non lo stilista stesso, controlla, tutto quello che succede con occhio vigile, analizzano nel minimo dettaglio, lo styling dei capelli e la sfuma-tura del trucco, a volte cambiando persino idea sul look con il quale devono apparire le modelle in passerella, e le sarte ritocca-no le misure degli abiti, stirano lo strasci-co o i dettagli degli abiti in modo che sia tutto perfetto. Insomma, sono ore freneti-che e non stop, in cui devi tenere la bocca chiusa e avere la mano veloce come dice la mia insegnante. Quando le modelle sono preparate, vestite di tutto punto e pronte per sfilare, cala il silenzio e parte la musi-ca dello show. In quel momento si inizia a tremare e a controllare per l’ennesima volta ogni minimo dettaglio, in modo che il trucco sia perfetto, anche dopo un cam-bio d’abito e dopo aver sfilato sotto luci cocenti. E quando finisce tutto e le mo-delle corrono nel backstage sorridendo e scoppia un fragoroso applauso, lì, in quel momento, prima che si spengano le luci e ricomincia tutto con un altro backstage, la soddisfazione e la felicità sale a mille.

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